Lontananza (1955-2025) Remoteness

Poesie, saggi e lettere sulla poesia – Poems, Essays, and Letters on Poetry


Ode alla vita

Ora che ti guardo con gli occhi
del ricordo chiara mi giunge la risposta
all’antica mia domanda che ti posi
in una lontana giornata adolescente.

Larghe, dorate e lucenti
sono state le tue sale.
Ma non era quella luce
là dove io m’illudevo fosse.

Non era nei traguardi
raggiunti, e sono stati tanti;
né nei riconoscimenti ricevuti;
non era nel possesso.

L’ho incontrata nel servizio?
Sì, ma solo nell’abnegazione.
Nella famiglia? Sì, ma solo
nell’amore che ho donato.

Nel lavoro? Sì, ma solo
volta per volta nel dono
di un totale impegno
alla persona che ne era oggetto.

Nell’amicizia? Ancora sì,
ma solo quando, squarciati
i veli, i cuori ignudi
si sono rincontrati.

È solo così che ho ravvisato
quell’Antica Bellezza
che sempre avvince e
affascina il mio cuore.

Molti altri doni mi sono stati
da te gratuitamente offerti:
puri e inattesi istanti
di assorto godimento.

Ripetuti slanci d’amore condivisi
in intimità di crescente gioia
nella fortezza di benessere e salvazione
che tu stessa per me hai costruito.

Significati di discorsi e legami
fra concetti e idee in venerate
Scritture e dotti trattati, scoperti
in ricorrenti ponderate riflessioni.

Assorti silenzi nei Mausolei gemelli,
adoranti processioni negli adiacenti
giardini, preghiere condivise
in sacri Ovili ed ennagoni Templi.

Ornati profili di cattedrali,
armoniosi contorni di sculture,
colorati chiaroscuri di antiche tele,
coinvolgenti ascolti di suoni o di parole.

Tenere albe rosate, solenni
tramonti di fuoco; luccichii di Pleiadi
in chiarori di pleniluni perigei,
silenti distese, montane o marine.

Percezioni di voci lontane
che mi dettano parole proferite
per affidare il ricordo dell’istante
a remoti lettori sconosciuti…

Sì, ho trovato quella luce dorata
nei molti istanti che mi hai donato
e che, non so perché o per come,
ho pienamente vissuto,

fino ad innalzare la preghiera:
“Attimo, fermati, sei bello”.
E ora tu mi consenti anche
di capirne il senso più profondo.

La loro intrinseca bellezza
era nell’unisono del cuore
con le eterne pulsazioni
sempre cangianti della vita,

ogni momento un’occasione
per uniformarlo a un Volere
supremo che sempre verso
unità ed amore lo indirizza.

Bologna, 31 dicembre 2017