Sii gentile, puro, coraggioso, radioso,
come il sole – ammonisce il Signore
dell’Alba al devoto guaymì.
Da odori di terre selvagge echeggiano
sagge parole di antichi maestri.
Siano i cuori come un sol cuore –
sussurra il Brahman supremo
nel santo rishi assorto sulle rive
del Gange. S’innalza sentore
di soma dall’antica Benares.
Amerai il prossimo tuo come
te stesso – prescrive Io-sono
a Mosè appartato nella tenda
del convegno. Profumo di issopo
esala dal monte del Tempio.
Assisti Ārmaiti, colma di quiete
dimore, fertile di pascoli – insegna
Ahura Mazda al suo estatico bardo
Zaratustra. Aromi di nobile cipresso
si levano dalla terra di Kashmár.
Un universale amore per tutto
l’universo – ispira il Non-nato
al Gautama, illuminato sulle rive
del Nairañjana. Effluvi di sandalo
si effondono dal fico di Bodh Gaya.
Fra i Quattro Mari tutti sono fratelli –
insegna K’ung Fu-tzu ai discepoli
raccolti in reverente ascolto. Incanto
di spezie d’oriente si sprigiona dai sacri
recinti del Tempio del Cielo.
Siete tutti fratelli e uno solo
è il Padre vostro – annuncia
il Figlio di Dio fra gli annosi olivi
del Monte. Volute d’incenso
salgono dai colli di Gerusalemme.
Non vi chiedo per questo altra
mercede se non l’amore pel prossimo –
dice Gabriele a Muḥammad.
Muschio di brezza d’oriente
spira dalle sabbie dell’Ḥijáz.
Non ci si vanti di amare il proprio
paese, bensì di amare il mondo –
ammonisce Bahá’u’lláh
da Bahjí. Il monte Carmelo emana
quintessenze di cedro e di rosa.
Somiglianza di parole, identità
d’intenti; miscela di profumi,
sinfonia di bellezza – l’eterna legge
dell’amore: l’unità fra le religioni,
la più grande sotto i cieli del mondo.
Pechino, 15-19 novembre 1998