Vita, sei tu bella?
Delle bellezze tue
ancora non ho
alcuna goduta.
Vita, sarai
sempre questa?
È sogno e illusione
ciò che nella mente
illanguidita mi fingo?
Anche gli altri
colgono le poche gioie
che io colgo da Te?
Generoso Signore,
cosa di più
mi potevi donare?
Io, stolto, ad altro
di ciò che Tu vuoi
volgo i pensieri
e i desideri miei.
Non so usare
i Tuoi doni e le cose
godere del mondo.
Vapori mortiferi
folli pensieri
sorgono nel petto
e non so controllare
quel cieco impulso
quell’ingrato volere.
L’adolescenza
tormentata, si dice,
è preludio di giorni
attivi e fecondi.
Solo per questo
t’accetto, mia vita,
solo per questo
sopporto il tuo morso.
Fra breve mi schiuderai
le larghe tue sale:
che siano ampie,
dorate, lucenti,
come le aspetto.
Asmara, 1° aprile 1956