Nella giornata silente
echeggiano remote
armonie di celesti sfere
aleggiano tenui sussurri
di angeliche voci,
lontano profumo di rose
giacinti e verbene
spira – antica rimembranza
brezza muschiata di paradiso.
Ma le carni ribelli
sono immerse nel buio
e la mente vaneggia
calcando oscuri sentieri.
Solo a tratti riesce
a cogliere l’occhio,
nell’abbagliante bellezza
di tutto il creato,
l’afflato divino
unica base e ragione
d’ogni vaghezza esistente.
Un volo d’uccello
rapisce l’anima, allora.
Un azzurro cielo
fa sconfinare il pensiero.
Il fruscio delle foglie nel vento
dà un fremito al petto.
È l’onnipresente
occulto mistero che –
non più lontano ricordo –
divien vibrazione palese.
È l’onnipresente Spirito
che ormai si rivela
al misero cuore esterrefatto.
Bologna, 20 dicembre 2015